Nel complesso meccanismo dell’invecchiamento di tutto il corpo quello del viso ha, nell’ambito della chirurgia estetica un’importanza fondamentale. E’ principalmente dal viso che valutiamo l’età di una persona. Dall’espressione del viso acquisiamo anche informazioni sul carattere, sulla situazione emozionale, sulla recettività agli stimoli e persino sull’intelligenza. Diventa dunque il viso una via di accesso, pur se ingannevole, alla psiche altrui. E’inoltre l’unica parte del corpo mai coperta da abiti e quindi difficilmente occultabile.
Soggettivamente un bell’aspetto influenza il senso di sicurezza e quindi incide sul proprio benessere psichico.
Con l’invecchiamento vengono progressivamente a perdersi le caratteristiche positive del viso per acquisirne altre negative che sono tipiche dell’ultima fase della vita: la senilità.
E’ motivo di controversia l’attribuzione dell’età di inizio dell’invecchiamento o, se si vuole, della fine della giovinezza. Pur se alcune alterazioni anatomiche compaiono nell’infanzia, nella pratica è solo dopo i trenta anni che gli effetti dell’invecchiamento possono essere presi in seria considerazione dal chirurgo estetico.
Scopo della chirurgia estetica non è prevenire gli effetti dell’invecchiamento, ma correggerli o mascherarli.
Significative sono le differenze comportamentali tra i sessi nei confronti dell’invecchiamento. I fenomeni che regolano la longevità femminile, le cui cause sono tuttora non completamente note, sembrano infatti arrestarsi alla menopausa. La brusca caduta degli estrogeni produce la sottrazione dei meccanismi protettivi (assenti invece nell’uomo) sia nei confronti del sistema cardiovascolare sia nel nutrimento della cute. Nella donna si hanno pertanto, a cavallo della menopausa, più rapidi fenomeni di invecchiamento.
Numerosi sono i fattori che possono influenzare l’invecchiamento del viso: l’ereditarietà, le malattie, lo stile di vita, l’ambiente, l’esposizione solare, il fumo.
Le alterazioni coinvolgono tutti tessuti.
I complessi cambiamenti strutturali provocati dall’invecchiamento coinvolgono la cute a livello epidermico (assottigliamento dello strato corneo, disidratazione,diminuzione dell’elasticità , alterazioni della pigmentazione), a livello dermico (assottigliamento, diminuzione del collagene e delle fibre elastiche) e a livello del cuoio capelluto (incanutimento e caduta).
Il tessuto adiposo tende ad aumentare ed accumularsi a livello della metà inferiore della guancia e diminuire a livello degli zigomi e delle tempie.
I muscoli del viso si riducono di volume.
Le ossa del cranio si demineralizzano e si riassorbono. I denti cadono.
Insieme alle degenerazioni tessutali è la forza di gravità (in quanto provoca lo scivolamento verso il basso dei tessuti molli) la principale responsabile dell’invecchiamento del viso.
Sulla base di queste alterazioni morfologiche deve essere impostata la diagnosi da parte dello specialista che deve dunque saper “vedere” il viso invecchiato. Questi stessi elementi devono indirizzare il chirurgo verso la scelta delle tecniche più appropriate.
Fondamentale è la discussione col paziente. Nelle valutazioni devono necessariamente essere coinvolte le aspettative, le realistiche possibilità di risoluzione dei problemi, il tipo di anestesia, l’entità dell’intervento,l’importanza e la durata delle sequele, gli esiti cicatriziali, l’età, l’aspetto socio-culturale del paziente.