La tecnica di adoperare il proprio grasso per riempire il viso e il corpo, ideata oltre un ventennio fa da Coleman, ha acquisito grande popolarità in questi ultimi anni.
Infatti, grazie a perfezionamenti della tecnica, il riassorbimento graduale si è oggi progressivamente ridotto.
A seconda dei distretti corporei trattati la percentuale di sopravvivenza, e quindi di permanenza del risultato, del tessuto adiposo può raggiungere il 20-25 della quantità impiantata. Inoltre, biopsie eseguite dopo l’impianto hanno evidenziato la presenza di cellule staminali.
Le cellule staminali, ancora indifferenziate, presiedono alla rigenerazione dei tessuti e quindi ricostruiscono i danni cellulari causati da traumi, ustioni e dall’invecchiamento. Il lipofilling viene quindi adoperato non solo per accellerare la guarigione di ferite e piaghe ma anche per rigenerare e riparare i tessuti del volto. A seconda delle dimensioni dei frustoli adiposi si può scegliere la prevalenza dell’effetto riempitivo o rigenerante.
Viene eseguito ambulatoriamente in anestesia locale, il prelievo viene eseguito dall’addome, dai fianchi o dall’interno delle ginocchia e, dopo lavaggio e centrifugazione, può essere iniettato nel viso e nel corpo a seconda delle necessità.